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La VOCE 2003

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La VOCE ANNO XXII N°7

marzo 2003

PAGINA E        - 37

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segue da pag.36: da “fascist legacy” a “l’olocausto rimosso”: il libro ritrovato di michael palumbo. testo alternativo. crimini sepolti. testo alternativo. censure italiane. michael palumbo come si lamentava palumbo: “e’ una tragedia che si possano fare rivelazioni di questa gravità soltanto a distanza di decenni”. era il 1992 e si riferiva alla documentazione della commissione delle nazioni unite per i crimini di guerra rimasta sepolta fino al 1980. però la stessa sorte è purtroppo toccata al suo libro, censurato e dimenticato fino ad ora. forse, come riportato da mimmo franzinelli nel numero 3 del mensile millenovecento del gennaio 2003, non fu il solo ravalli ad interessarsi al futuro del libro: “la minaccia di querela per autore ed editore, con le concomitanti pressioni di ambienti influenti della politica e del mondo militare [corsivo nostro], indussero i dirigenti della rizzoli a riconsiderare il libro in uscita e a toglierlo dalla programmazione editoriale. il tenace e combattente ravalli è scomparso nel 1998, all’età di 89 anni, ed è inumato in un cimitero della capitale, nel loculo di famiglia. dove sia sepolto il libro inedito di palumbo è invece un mistero: le bozze di stampa sono scomparse dagli stessi archivi rizzoli”. per ora si può solo raccontare della sfortuna editoriale di michael palumbo in italia e approfondire il caso del tenente ravalli. epoca. una delle prime notizie di palumbo in italia la troviamo sul settimanale epoca n.1940 del 13 dicembre 1987. qui il corrispondente da new york romano giachetti e l’inviata fiamma nirenstein ci parlano degli “archivi della discordia: uno storico italoamericano accede per primo e avventurosamente ai dossier segreti dell’onu. le sue scoperte? i crimini degli italiani in guerra. i responsabili dell’olocausto. le coperture di americani e sovietici. e a proposito di waldheim…”. palumbo, considerato “l’uomo che ha scoperto l’archivio dei crimini di guerra delle nazioni unite” è invece “…boicottato in patria, privato della cattedra universitaria con l’espulsione dalla city university di new york per le sue indagini storiche sul passato dei responsabili nazi-fascisti, ignorato dalla stampa americana, bersagliato da «minacce multinazionali», e che ha trovato ascolto solo tra i mezzi di comunicazione inglesi…”. su epoca n.1945 del 17 gennaio 1988 con il servizio “genocidio all’italiana”, a partire da una polemica su fascismo e antifascismo provocata da un’intervista allo storico de felice, si inizia a parlare di crimini di guerra perpetrati dall’esercito fascista, ma non di crimini contro l’umanità. vengono presentati i risultati delle ricerche di palumbo così come verranno poi tradotti nel documentario fascist legacy, già annunciato su questo numero di epoca come in preparazione.
per la bbc, tra i crimini fascisti in africa ed europa e il loro successivo occultamento per mano degli alleati angloamericani. si veda anche questo articolo de l’unità del 9 gennaio 1988: “mai puniti i crimini fascisti“. a proposito di crimini contro l’umanità e memorandum segreti ne “l’olocausto rimosso” si legge: testo alternativo. da pag.259. testo alternativo. da pag.291. su epoca n.2042 del 26 novembre 1989 il rapporto esclusivo “italiani criminali” riportava l’elenco di 724 presunti criminali, tra cui pochissimi i nomi noti, non comprendendo quelli dei principali responsabili, evidentemente presenti in dossier separati. nell’articolo di romano giachetti, chiamato come il futuro libro “l’olocausto rimosso”, si recensiva fascist legacy trasmesso da qualche settimana dalla bbc e si ripercorreva la storia di palumbo a partire dell’autunno 1979 quando fortunosamente per la prima volta ebbe accesso all’archivio dimenticato delle nazioni unite. nessuno all’epoca ne volle sapere di quelle scoperte, eccetto gli inviati di epoca e quelli della bbc. si dà conto anche del libro sui crimini di guerra che palumbo “conta di portare a conclusione al più presto” dove “troverà posto anche un capitolo dedicato a una campagna che il suo esplosivo documentario, impiantato soprattutto su immagini etiopiche e jugoslave, non ha incluso: la campagna di grecia”. e sarà (forse) proprio il caso ravalli ad impedire al libro di palumbo di vedere la luce nel 1992. nell’intervista a palumbo su questo numero di epoca si parla del milione di vittime da attribuire al regime fascista. ecco i dati come vengono riportati sul libro: testo alternativo. il caso ravalli. ecco le 50 righe, su un libro di oltre 300 pagine, che parlano del tenente giovanni ravalli (inizialmente qui chiamato ravali): ..segue ./.
Segue da Pag.36: DA “FASCIST LEGACY” A “L’OLOCAUSTO RIMOSSO”: IL LIBRO RITROVATO DI MICHAEL PALUMBO

testo alternativo
Crimini sepolti
testo alternativo
Censure italiane

Michael Palumbo

Come si lamentava Palumbo: “E’ una tragedia che si possano fare rivelazioni di questa gravità soltanto a distanza di decenni”. Era il 1992 e si riferiva alla documentazione della Commissione delle Nazioni Unite per i Crimini di Guerra rimasta sepolta fino al 1980.

Però la stessa sorte è purtroppo toccata al suo libro, censurato e dimenticato fino ad ora.

Forse, come riportato da Mimmo Franzinelli nel numero 3 del mensile Millenovecento del gennaio 2003, non fu il solo Ravalli ad interessarsi al futuro del libro:

“La minaccia di querela per autore ed editore, con le concomitanti pressioni di ambienti influenti della politica e del mondo militare [corsivo nostro], indussero i dirigenti della Rizzoli a riconsiderare il libro in uscita e a toglierlo dalla programmazione editoriale. Il tenace e combattente Ravalli è scomparso nel 1998, all’età di 89 anni, ed è inumato in un cimitero della capitale, nel loculo di famiglia. Dove sia sepolto il libro inedito di Palumbo è invece un mistero: le bozze di stampa sono scomparse dagli stessi archivi Rizzoli”.

Per ora si può solo raccontare della sfortuna editoriale di Michael Palumbo in Italia e approfondire il caso del tenente Ravalli.

Epoca

Una delle prime notizie di Palumbo in Italia la troviamo sul settimanale Epoca n.1940 del 13 dicembre 1987. Qui il corrispondente da New York Romano Giachetti e l’inviata Fiamma Nirenstein ci parlano degli “Archivi della discordia: Uno storico italoamericano accede per primo e avventurosamente ai dossier segreti dell’Onu. Le sue scoperte? I crimini degli italiani in guerra. I responsabili dell’Olocausto. Le coperture di americani e sovietici. E a proposito di Waldheim…”.

Palumbo, considerato “l’uomo che ha scoperto l’archivio dei crimini di guerra delle Nazioni Unite” è invece “…boicottato in patria, privato della cattedra universitaria con l’espulsione dalla City University di New York per le sue indagini storiche sul passato dei responsabili nazi-fascisti, ignorato dalla stampa americana, bersagliato da «minacce multinazionali», e che ha trovato ascolto solo tra i mezzi di comunicazione inglesi…”.

Su Epoca n.1945 del 17 gennaio 1988 con il servizio “Genocidio all’italiana”, a partire da una polemica su fascismo e antifascismo provocata da un’intervista allo storico De Felice, si inizia a parlare di crimini di guerra perpetrati dall’esercito fascista, ma non di crimini contro l’umanità. Vengono presentati i risultati delle ricerche di Palumbo così come verranno poi tradotti nel documentario Fascist Legacy, già annunciato su questo numero di Epoca come in preparazione
per la Bbc, tra i crimini fascisti in Africa ed Europa e il loro successivo occultamento per mano degli alleati angloamericani. Si veda anche questo articolo de L’Unità del 9 gennaio 1988: “Mai puniti i crimini fascisti“.

A proposito di crimini contro l’umanità e memorandum segreti ne “L’olocausto rimosso” si legge:

testo alternativo
da pag.259
testo alternativo
da pag.291

Su Epoca n.2042 del 26 novembre 1989 il rapporto esclusivo “Italiani criminali” riportava l’elenco di 724 presunti criminali, tra cui pochissimi i nomi noti, non comprendendo quelli dei principali responsabili, evidentemente presenti in dossier separati.

Nell’articolo di Romano Giachetti, chiamato come il futuro libro “L’olocausto rimosso”, si recensiva Fascist Legacy trasmesso da qualche settimana dalla Bbc e si ripercorreva la storia di Palumbo a partire dell’autunno 1979 quando fortunosamente per la prima volta ebbe accesso all’archivio dimenticato delle Nazioni Unite. Nessuno all’epoca ne volle sapere di quelle scoperte, eccetto gli inviati di Epoca e quelli della Bbc. Si dà conto anche del libro sui crimini di guerra che Palumbo “conta di portare a conclusione al più presto” dove “troverà posto anche un capitolo dedicato a una campagna che il suo esplosivo documentario, impiantato soprattutto su immagini etiopiche e jugoslave, non ha incluso: la campagna di Grecia”. E sarà (forse) proprio il caso Ravalli ad impedire al libro di Palumbo di vedere la luce nel 1992. Nell’intervista a Palumbo su questo numero di Epoca si parla del milione di vittime da attribuire al regime fascista. Ecco i dati come vengono riportati sul libro:

testo alternativo
Il caso Ravalli

Ecco le 50 righe, su un libro di oltre 300 pagine, che parlano del tenente Giovanni Ravalli (inizialmente qui chiamato Ravali):

..segue ./.

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