La VOCE | COREA | CUBA | JUGOSLAVIA | PALESTINA | RUSSIA | SCIENZA | ARTE |
Stampa pagina |
Stampa inserto |
La VOCE 2003 |
P R E C E D E N T E | S U C C E S S I V A |
La VOCE ANNO XXII N°7 | marzo 2003 | PAGINA D - 36 |
Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte. |
da “fascist legacy” a “l’olocausto rimosso”: il libro ritrovato di michael palumbo.
“il documentario fascist legacy (l’eredità fascista) dello storico italoamericano michael palumbo e dell’inglese ken kirby ha posto fine per sempre alla leggenda degli “italiani brava gente”. ma che si trattasse, appunto di un mito senza alcun fondamento lo sapevano bene non solo gli storici, ma le vittime (libiche, etiopiche, greche, jugoslave) e, com’è ovvio, gli stessi carnefici”.
così scriveva l’unità il 10 giugno 1990, mezzo secolo dopo l’annuncio della dichiarazione di guerra nel secondo conflitto mondiale e pochi mesi dopo la messa in onda del documentario da parte della bbc in due puntate, il 1 e 8 novembre 1989, suscitando le proteste diplomatiche italiane, presentate dall’ambasciatore a londra boris biancheri ed un ampio dibattito in italia. (si vedano ad esempio due articoli di repubblica del 10 novembre 1989, “italia, ecco i tuoi crimini di guerra” e “e’ vero, e londra sapeva. gli storici italiani rispondono“).
il 2 dicembre 1989 vi fu una proiezione al festival dei popoli di firenze e la rai il 1 gennaio 1990 ne acquisì i diritti esclusivi per l’italia facendoli però scadere il 30 settembre 1994 senza che il filmato fosse mai programmato (vedi interrogazione parlamentare del 25 novembre 1997). nel corso del 2004 l’emittente la7 ne trasmise ampi stralci e in seguito history channel una versione integrale (si può visionare qui).
fin dalla prima apparizione del documentario, era prevista la realizzazione da parte di michael palumbo, sulle cui ricerche era basato, di un libro sui crimini di guerra italiani.
un articolo di simonetta fiori su repubblica del 17 aprile 1992 (quel libro non si stampi!) ci spiega perché fino ad oggi non ci fosse traccia del libro, arrivato ad una fase di produzione avanzato per la rizzoli ma poi abortito per la minaccia di querela da parte di giovanni ravalli, ex ufficiale ai tempi dell’occupazione in grecia, che respingeva le accuse sul suo conto rinvenute nelle prime bozze del libro fatte circolare. nell’articolo la direttrice editoriale smentiva quanto riportato da una prima notizia secondo la quale “la rizzoli aveva deciso di mandare al macero le ottomila copie già stampate, una tiratura giustificata dalle attese”, affermando che ”non ne era stata stampata neppure una copia”.
oggi – per la prima volta dopo 28 anni, per quanto ne sappiamo – siamo in grado di presentare pubblicamente una copia sopravvissuta di quel volume, evidentemente scampata al macero, dimostrando che la prima notizia nell’articolo “quel libro non si stampi!” era quella veritiera.
testo alternativo.
frontespizio con dati di edizione e ringraziamenti a ken kirby.
testo alternativo.
crimini e metodi dello sterminio fascista.
testo alternativo.
protezione dei criminali.
..segue ./.
DA “FASCIST LEGACY” A “L’OLOCAUSTO RIMOSSO”: IL LIBRO RITROVATO DI MICHAEL PALUMBO![]() Così scriveva L’Unità il 10 giugno 1990, mezzo secolo dopo l’annuncio della dichiarazione di guerra nel secondo conflitto mondiale e pochi mesi dopo la messa in onda del documentario da parte della Bbc in due puntate, il 1 e 8 novembre 1989, suscitando le proteste diplomatiche italiane, presentate dall’ambasciatore a Londra Boris Biancheri ed un ampio dibattito in Italia. (Si vedano ad esempio due articoli di Repubblica del 10 novembre 1989, “Italia, ecco i tuoi crimini di guerra” e “E’ vero, e Londra sapeva. Gli storici italiani rispondono“). Il 2 dicembre 1989 vi fu una proiezione al Festival dei Popoli di Firenze e la Rai il 1 gennaio 1990 ne acquisì i diritti esclusivi per l’Italia facendoli però scadere il 30 settembre 1994 senza che il filmato fosse mai programmato (vedi interrogazione parlamentare del 25 novembre 1997). Nel corso del 2004 l’emittente La7 ne trasmise ampi stralci e in seguito History Channel una versione integrale (si può visionare qui). Fin dalla prima apparizione del documentario, era prevista la realizzazione da parte di Michael Palumbo, sulle cui ricerche era basato, di un libro sui crimini di guerra italiani. Un articolo di Simonetta Fiori su Repubblica del 17 aprile 1992 (Quel libro non si stampi!) ci spiega perché fino ad oggi non ci fosse traccia del libro, arrivato ad una fase di produzione avanzato per la Rizzoli ma poi abortito per la minaccia di querela da parte di Giovanni Ravalli, ex ufficiale ai tempi dell’occupazione in Grecia, che respingeva le accuse sul suo conto rinvenute nelle prime bozze del libro fatte circolare. Nell’articolo la direttrice editoriale smentiva quanto riportato da una prima notizia secondo la quale “la Rizzoli aveva deciso di mandare al macero le ottomila copie già stampate, una tiratura giustificata dalle attese”, affermando che ”non ne era stata stampata neppure una copia”. Oggi – per la prima volta dopo 28 anni, per quanto ne sappiamo – siamo in grado di presentare pubblicamente una copia sopravvissuta di quel volume, evidentemente scampata al macero, dimostrando che la prima notizia nell’articolo “Quel libro non si stampi!” era quella veritiera. ![]() |
![]() ![]() ![]() ![]() ..segue ./.
|
P R E C E D E N T E | S U C C E S S I V A |
Stampa pagina | Stampa inserto | La VOCE 2003 |
La VOCE | COREA | CUBA | JUGOSLAVIA | PALESTINA | RUSSIA | SCIENZA | ARTE |