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La VOCE 2003 |
P R E C E D E N T E | S U C C E S S I V A |
La VOCE ANNO XXII N°7 | marzo 2003 | PAGINA d - 32 |
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segue da pag.31: la deputata ucraina inna ivanochko ha sostenuto pubblicamente il nuovo progetto di negoziati "sul donbass", a cui partecipano ucraina, russia, francia e germania, e denunciato la situazione sociale nel paese.
un'intera settimana! riuscite a immaginare quale incubo e panico inizierebbe nei nostri già malridotti ospedali?
allora perché ci ricordiamo dei lavoratori dei mestieri “minori”, solo quando ne abbiamo bisogno?
perché nessuno di noi pensa che queste persone, abbiano diritto a una propria vita decente, a trovare soluzione ai loro problemi, che spesso sono legati al fatto che non c'è nulla per nutrire i bambini, o che il loro figlio si senta a disagio a scuola perché i suoi vestiti sono logori.
amici, vi consiglio di smettere di assecondare regole che ci sono imposte da stranieri!
smettiamola di discutere delle stupidità che ci vengono proposte per distrarre l'attenzione dai problemi reali e iniziamo a parlare e cercare una via d'uscita da situazioni e problemi specifici.
sarà una goccia nel mare, ma il fiume, il mare e l'oceano sono composti da queste "gocce".
se ognuno di noi dice una parola, a sostegno di chi ne ha bisogno, ci sentiranno!”.
“e cosa ne pensate del nuovo codice del lavoro?! e ricordate che questo investe anche altri aspetti vitali della nostra vita sociale. dobbiamo esprimerci su come intendiamo continuare a vivere e cosa fare”.
la coraggiosa deputata ucraina ha anche affrontato il delicatissimo tema della costituzione ucraina, ormai quotidianamente calpestata e modificata, sotto la spinta e i ricatti delle forze più radicali neonaziste e dai burattini gestiti e manovrati dall’occidente.
“cos’è una costituzione?! si tratta di un trattato sulla società, sulla base del quale siamo vincolati a vivere e ad attuarla rigorosamente. di conseguenza, il garante della costituzione, cioè, la protezione dei diritti e delle libertà della persona e dei cittadini dell'ucraina è il presidente del paese! e ' possibile cambiare la costituzione, ma solo con il consenso di tutti i residenti dell'ucraina e in nessun modo ciò può essere fatto dal garante, né da suoi servi nel parlamento!
le leggi e i regolamenti, possono essere più alti nel loro significato, della legge espressa da governi transitori del paese!
la nostra costituzione espressamente dichiara quanto segue: l’ucraina è uno stato sovrano e indipendente, democratico, sociale, legale, in cui tutte le persone sono libere e uguali nella loro dignità e diritti. e i diritti e la libertà di ognuno sono le loro opinioni e le loro credenze. essi sono garantiti come diritti costituzionali e di libertà, e non possono essere cancellati.
quando si fanno nuove leggi o modifiche alle leggi attuali, non è consentito ridurre l'essenza e la portata dei diritti esistenti….articoli 1, 21, 22…
l’articolo 43 sancisce che ognuno ha diritto al lavoro, che comprenda l'opportunità di guadagnare per una sua vita che sceglie liberamente o su cui liberamente è d'accordo.
inoltre lo stato deve creare condizioni per la piena realizzazione dei cittadini al diritto al lavoro, garantendo pari opportunità nella scelta di una professione e di una sorta di attività lavorativa, realizzando programmi di formazione tecnica professionale, preparazione e riqualificazione
tutti hanno diritto a salari giusti, sicuri e sani, che non possono essere più bassi dalla legge stabilita. l' impiego di donne lavoratrici e minori in lavori pericolosi per la loro salute è vietato.
l’articolo 44 sancisce che chi lavora ha il diritto di scioperare per la protezione dei propri interessi economici e sociali. l’ordine di adempimento del diritto di sciopero è stabilito dalla legge con l’obiettivo di garantire la sicurezza, la salute, i diritti e le libertà nazionali di altre minoranze e così via. tutto questo comprende la nostra costituzione invece di cercare continuamente di cambiarla o modificarla…in peggio, chiediamo di applicare questa, uniamoci e facciamoci sentire come comunità di cittadini coscienti e consapevoli dei nostri diritti!”, ha aggiunto la ivanochko.
enrico vigna sos ucrainaresistente/civg - gennaio 2020.
per la libia ancora una mossa vincente di putin: la russia imprescindibile per gli equilibri in medio oriente.
mosca – dopo 10 mesi di combattimenti, fayez al-serraj e khalifa haftar hanno accettato l’invito del vladimir-putin-fayez-al-serraj-khalifa-haftar-300x175.jpg presidente vladimir putin a mosca per siglare una tregua, entrata in vigore ieri su proposta di turchia e russia. il cremlino incassa una vittoria diplomatica e si conferma un attore imprescindibile per gli equilibri del medio oriente.
il primo ministro del governo di accordo nazionale libico (gna), fayez al-serraj, e il generale della cirenaica khalifa haftar, sono arrivati ieri a mosca per la firma dell’accordo di cessate-il-fuoco, entrato in vigore ieri su proposta di turchia e russia. scopo della tregua è fermare gli scontri e la campagna militare contro il governo di tripoli, formalmente riconosciuto dalla comunità internazionale e sostenuto da turchia e qatar, lanciata nell’aprile scorso dalle forze di benghazi, puntellate da mosca, egitto, emirati arabi e arabia saudita. se reggerà, la tregua dovrebbe porre fine ad ostilità che, finora, hanno causato la morte di oltre 2.200 persone, secondo le nazioni unite. ma soprattutto punta a disinnescare una pericolosa escalation militare alimentata dal supporto di sponsor esterni sempre più presenti, in spregio all’embargo sulle armi imposto dall’onu.
nella capitale russa, il premier libico e il generale – il primo ha già firmato la tregua, mentre il secondo ha chiesto tempo fino a domani per definire alcuni dettagli – non si sono neanche incontrati. ma per assisterli nella mediazione sono arrivate a mosca delegazioni da egitto, turchia ed emirati. un contesto in cui appare sempre più evidente la marginalizzazione, se non addirittura l’irrilevanza dell’europa, in una crisi i cui destini sono oggi nelle mani di altri attori.
cosa prevede l’accordo? sospensione dell’invio delle forze turche in libia, supervisione del cessate il fuoco da parte della missione delle nazioni unite unsmil e ritiro delle forze militari di entrambi gli schieramenti. sono alcuni dei punti dell’accordo per il cessate il fuoco secondo indiscrezioni apparse nelle ultime ore sulla stampa internazionale. la tregua prevederebbe inoltre la consegna delle armi da parte delle milizie che sostengono i due schieramenti. un altro punto della bozza di accordo riguarda il rilancio di un dialogo politico e la condivisione del potere tra il gna e rappresentanti delle forze di benghazi. infine, secondo al arabiya – l’emittente con sede a dubai – vi sarà una supervisione internazionale della messa in sicurezza dei porti libici, dei pozzi e dei giacimenti di petrolio e gas da parte dell’esercito nazionale libico.
se all’inizio di gennaio il governo turco aveva deciso di inviare militari a sostegno di tripoli, già da mesi contractor russi della società wagner – braccio armato del cremlino sebbene non direttamente riconducibile a mosca – stavano combattendo al fianco delle forze di haftar. interrogato dai giornalisti due giorni fa, sul coinvolgimento in libia, putin ha negato ogni interferenza diretta nel conflitto: “se ci sono cittadini russi che combattono in libia, non rappresentano gli interessi del governo russo e non sono pagati da noi”. fonti di stampa, tuttavia, riferiscono che diversi contingenti di contractor starebbero lasciando il paese in seguito all’annuncio del cessate il fuoco.
più volte denunciato dalla comunità internazionale, l’ingresso russo e turco ha irrimediabilmente modificato le sorti del conflitto, trasformandolo in una guerra per procura internazionale. i droni e sistemi di difesa aerea forniti dalla russia ad haftar hanno convinto il governo di tripoli a cercare sponsor il cui sostegno non si limitasse alle sole parole, come nel caso dell’onu e dell’europa.
in italia, il presidente del consiglio giuseppe conte è volato ad ankara per incontrare il presidente turco erdogan. oggi, martedi 14 gennaio, al cairo incontrerà il presidente egiziano abdel fattah al sisi , mentre il ministro degli esteri, luigi di maio sarà a tunisi. ma l’attivismo italiano per recuperare il ritardo sul dossier libico, difficilmente ci riporterà ad avere un ruolo decisivo nel paese nordafricano. come dimostrano le indiscrezioni di stampa, l’architettura della “pax libica” sembra essere stata già decisa a porte chiuse a istanbul la scorsa settimana e potrebbe costituire la base per una possibile “spartizione” del paese in due ‘protettorati’ riconducibili a russia e turchia. in quest’ottica la prossima conferenza di berlino, a lungo invocata e forse in agenda per il 19 gennaio, potrebbe dunque limitarsi a ratificare decisioni già prese.
la scommessa di vladimir putin, avanzata quando ormai l’esercito di haftar era alle porte di tripoli , ha convinto ankara a optare per la cooperazione con mosca, anche per evitare ripercussioni lungo la frontiera comune con la siria. mosca ha tutto da guadagnare. se riuscirà nell’azzardo, potrebbe trovare in libia, dopo quella siriana, una seconda sponda sul mediterraneo.
red
Segue da Pag.31: La deputata ucraina Inna Ivanochko ha sostenuto pubblicamente il nuovo progetto di negoziati "sul Donbass", a cui partecipano Ucraina, Russia, Francia e Germania, e denunciato la situazione sociale nel paese.
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Amici,
vi consiglio di smettere di assecondare regole che ci sono imposte da
stranieri!
“E
cosa ne pensate del nuovo codice del lavoro?! E ricordate che questo
investe anche altri aspetti vitali della nostra vita sociale.
Dobbiamo esprimerci su come intendiamo continuare a vivere e cosa
fare” La
coraggiosa deputata ucraina ha anche affrontato il delicatissimo tema
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modificata, sotto la spinta e i ricatti delle forze più radicali
neonaziste e dai burattini gestiti e manovrati dall’occidente.
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