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La VOCE 2003

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La VOCE ANNO XXII N°7

marzo 2003

PAGINA a         - 25

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l'onu divulga un rapporto sulle imprese collegate alle colonie israeliane e il loro impatto sui diritti dei palestinesi. di moara crivelente. da https://cebrapaz.org.br. traduzione di mauro gemma per marx21.it. dopo quattro anni di attesa, l'alto commissariato delle nazioni unite per i diritti umani ha pubblicato il 12 febbraio un rapporto sulle imprese collegate alle colonie israeliane nel territorio palestinese occupato, elencate in un database. la sua pubblicazione è un altro risultato raggiunto dai palestinesi e dalle organizzazioni di solidarietà nel loro instancabile lavoro nell'ambito delle organizzazioni internazionali che a queste forniscono il loro sostegno nella lotta per porre fine all'occupazione militare e alla colonizzazione israeliana. il titolo del rapporto è preciso: “database di tutte le iniziative commerciali coinvolte nelle attività dettagliate nel paragrafo 96 della missione internazionale indipendente di indagine sulle implicazioni delle colonie israeliane per i diritti politici, economici, sociali e culturali del popolo palestinese nell'intero territorio palestinese occupato, compresa gerusalemme est”. la divulgazione dell'elenco era stata richiesta nel marzo 2016 dal consiglio dei diritti umani delle nazioni unite con la risoluzione 31/36 - adottata con 32 voti a favore, nessuno contrario e 15 astensioni - a seguito della relazione del 2013 sulla missione investigativa internazionale. la risoluzione elencava 10 attività specifiche basate sul rapporto della missione. da allora, durante le sessioni del consiglio dei diritti umani, i rappresentanti dell'organizzazione hanno anche spiegato che l'elenco non è stato ancora pubblicato per dare alle aziende la possibilità di spiegarsi o cambiare il loro comportamento. in una relazione preliminare del 2018, l'alto commissariato ha dichiarato di avere esaminato le informazioni disponibili al pubblico o ricevute da varie fonti, identificando oltre 300 società, di cui 206 sono state elencate per un esame più approfondito. la misura si basa sull'attuale dibattito sulla responsabilità commerciale delle imprese e del commercio internazionale in situazioni di occupazione e colonizzazione e violazioni dei diritti umani. il rapporto pubblicato individua 112 società ed entità commerciali coinvolte in una o più delle attività specificate dalla risoluzione 31/36 —94 delle quali sono registrate in israele e 18 di esse in altri sei paesi. le società internazionali includono piattaforme turistiche, grandi aziende tecnologiche e molte altre, comprese infrastrutture e imprese di costruzioni. dopotutto, per costruire, mantenere e sviluppare più di 100 comunità - alcune già con status di città - con circa 600 mila abitanti e dispositivi per separare la popolazione palestinese, compresi i trasporti e le strade in esclusiva per i coloni, ma anche poli tecnologici e produttivi che caratterizzano la propaganda su israele come un paese avanzato e moderno, è necessaria una grande diversità di fornitori. gli stati uniti e israele hanno cercato di impedire la pubblicazione dell'elenco classificando gli sforzi come la dimostrazione di un presunto pregiudizio da parte dell'alto commissariato per i diritti umani e definendo il database una "lista nera". è anche possibile che con l'annuncio del tanto decantato piano dell'amministrazione di donald trump per la creazione di un'entità politica priva di sovranità, spogliata e ghettizzata, ciò che chiamerebbero "stato della palestina", che convaliderebbe unilateralmente e illegalmente l'annessione del territorio palestinese occupato da israele, la divulgazione dell'elenco sia diventata inevitabile. gli stati uniti e israele sono praticamente isolati nel loro progetto, che ha il sostegno di governi servili come quello di jair bolsonaro, ma il rifiuto di alleati tradizionali come l'unione europea, per non parlare dell'ovvio e fondamentale rifiuto palestinese. il primo ministro benjamin netanyahu - che non è riuscito a formare un governo dalle ultime due elezioni e che è immerso in un caso di corruzione, sta già aspettando la terza, che si terrà il 2 marzo - ha accettato di "sospendere" l'espansione delle colonie nel territorio palestinese, come richiesto da trump per l'attuazione del suo progetto. tuttavia, in una nota che accompagna la relazione, la pagina dell'alto commissariato afferma che il riferimento a entità commerciali “non è, né intende essere, un processo giudiziario o quasi giudiziario. mentre le colonie sono considerate illegali ai sensi del diritto internazionale, questo rapporto non fornisce una caratterizzazione legale alle attività in questione, né al coinvolgimento delle aziende in esse. eventuali passi avanti, continua la nota, "saranno la questione da affrontare da parte degli stati membri del consiglio dei diritti umani, che prenderanno in considerazione la relazione nella prossima sessione del consiglio, a partire dal 24 febbraio". in conclusione, mentre la divulgazione del rapporto è un altro risultato ottenuto dalle autorità e dalle entità palestinesi e internazionali nella difesa dei diritti umani, così come la decisione della corte penale internazionale di aprire finalmente un'indagine sui crimini di guerra commessi nel territorio occupato dopo cinque anni di "esame preliminare" - ciò che queste vittorie forniscono sono strumenti per continuare la lotta per porre fine all'impunità per il regime israeliano e la fine dell'occupazione militare, dell'apartheid e della colonizzazione della palestina. continua la persecuzione di israele contro gli attivisti della causa palestinese. nota del partito comunista del brasile (pcdob) | da www.resistencia.cc. traduzione di marx21.it. espulsa da israele la militante comunista moara crivelente. l’accademica brasiliana moara crivelente, militante del partito comunista del brasile (pcdob) e membro della sua commissione di politica e relazioni internazionali, è stata arrestata, nella notte del 23 luglio, dallo stato di israele, mentre cercava di visitare la palestina occupata, nell’ambito della sua ricerca per il corso di dottorato in politica internazionale e risoluzione dei conflitti dell’università di coimbra. per sette ore è stata interrogata ed alla fine è stata espulsa, con il divieto di entrare nel paese nei prossimi dieci anni. durante il lungo interrogatorio, la polizia israeliana ha insistito, invano, perché la brasiliana fornisse i nomi dei palestinesi con i quali era in contatto. moara è una delle centinaia di persone che sono espulse ogni anno, mentre cercano di visitare la palestina. la presunta “unica democrazia” del medio oriente, menzogna venduta dalla milionaria propaganda sionista, è in realtà un regime razzista, militarista, repressivo e colonialista. viola persino le moderate risoluzioni dell’onu che cercano timidamente di proteggere i diritti dei palestinesi. nel frattempo, grazie al potente.
appoggio degli usa, né l’onu né il suo consiglio di sicurezza assumono misure efficaci per frenare il massacro contro l’eroico popolo oppresso. moara crivelente, che è una nota attivista della causa palestinese e denuncia costantemente i crimini di israele, può contare sulla piena solidarietà del pcdob. né lei né il pcdob retrocederanno dal dovere umanista e democratico di fornire solidarietà al popolo palestinese, nemmeno davanti alla poderosa macchina repressiva sionista. altre importanti macchine da guerra, che pensavano di essere invincibili, sono state sconfitte dalla lotta dei popoli, come è avvenuto nel caso della germania nazista che, per una crudele ironia della storia, oggi sembra servire da specchio ed esempio per i dirigenti genocidi dello stato di israele. segreteria di politica e relazioni internazionali del comitato centrale del partito comunista del brasile. palestina. morte al confine di gaza - whatsapp video 2020 02 23 at 4 04 32 pm. parallelo palestina. oggi due giovani palestinesi sono stati colpiti sul lato della recinzione e apparentemente uccisi. un terzo è stato ferito. se uno è stato ucciso, l'altro non ha potuto essere salvato, probabilmente ucciso sul posto. gli altri intorno hanno dovuto rinunciare al tentativo di salvarlo quando un buldozer è sopraggiunto e ha raccolto il corpo con la pala e lo portato via. ci scusiamo per la "pesantezza" della notizia e la mancanza di rispetto umano. le morti quotidiane dei palestinesi di solito taciute rimangono nascoste a meno che non siano video-registrate e sono comunque particolarmente raccapriccianti. nuovo servizio di salute mentale a gaza: un progetto di controllo psicologico. topics:"natan"alture del golananpcrimini contro l'umanitàfriend shipsgazahamasmatan vilnaimiddle east monitormohammed shtayyeh . samah jabr. 14 febbraio 2020 – middle east monitor. in marzo nel nord della striscia di gaza, nei pressi del valico di erez, inizierà ad operare un ospedale da campo costruito dal gruppo di soccorso israeliano “natan” insieme all’organizzazione evangelica cristiana statunitense “friend ships” [navi amiche]. le autorità della ramallah occupata hanno affermato che il progetto, capeggiato da donatori filo-israeliani, è una copertura per operazioni americane e israeliane di intelligence. il primo ministro dell’anp mohammed shtayyeh ha accusato l’ospedale di essere funzionale al “piano per la pace” dell’amministrazione trump; ma sfortunatamente le proteste hanno inteso danneggiare l’immagine pubblica delle autorità di gaza più che analizzare e spiegare ai palestinesi, comprese le autorità di gaza, il danno intenzionale di un tale progetto. come reazione, il portavoce di hamas, hazem qassim, è rimasto sulla difensiva, dicendo a dunya al-watan [portale di notizie]: “loro (l’autorità nazionale palestinese) confondono quelli (i loro timori) con informazioni immaginarie.” ho visto inserzioni per cercare volontari internazionali, compresi professionisti della salute mentale, perché lavorino nel progetto e ho scoperto quanto segue: “natan”, una “organizzazione umanitaria no-profit” israeliana con sede a tel aviv fa parte di questo progetto, che tra le varie cose fornisce cure psicologiche tramite persone con passaporto non israeliano contattate per fornire servizi sanitari a gaza. friend ships e natan hanno anche collaborato per fornire cure mediche ai siriani sul lato controllato dalla siria delle alture del golan occupate. nella sua inserzione per [la ricerca di] volontari natan afferma: “questo nuovo centro di salute può influenzare direttamente la sicurezza israeliana riducendo la minaccia di violenze da gaza migliorandovi la qualità di vita dei civili.” l’organizzazione utilizza l’usuale linguaggio israeliano per descrivere i palestinesi come una minaccia che deve essere tenuta sotto controllo in ogni modo possibile: niente riguardo alla giustizia, all’occupazione o alla necessità di togliere l’assedio. in questo caso “migliorarvi la qualità di vita dei civili” è una strategia di controllo ed egemonia. ..segue ./.

L'ONU divulga un rapporto sulle imprese collegate alle colonie israeliane e il loro impatto sui diritti dei palestinesi



di Moara Crivelente

da https://cebrapaz.org.br

Traduzione di Mauro Gemma per Marx21.it

Dopo quattro anni di attesa, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha pubblicato il 12 febbraio un rapporto sulle imprese collegate alle colonie israeliane nel territorio palestinese occupato, elencate in un database. La sua pubblicazione è un altro risultato raggiunto dai palestinesi e dalle organizzazioni di solidarietà nel loro instancabile lavoro nell'ambito delle organizzazioni internazionali che a queste forniscono il loro sostegno nella lotta per porre fine all'occupazione militare e alla colonizzazione israeliana

Il titolo del rapporto è preciso: “Database di tutte le iniziative commerciali coinvolte nelle attività dettagliate nel paragrafo 96 della Missione Internazionale Indipendente di Indagine sulle implicazioni delle colonie israeliane per i diritti politici, economici, sociali e culturali del popolo palestinese nell'intero territorio palestinese occupato, compresa Gerusalemme est”.

La divulgazione dell'elenco era stata richiesta nel marzo 2016 dal Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite con la risoluzione 31/36 - adottata con 32 voti a favore, nessuno contrario e 15 astensioni - a seguito della relazione del 2013 sulla missione investigativa internazionale. La risoluzione elencava 10 attività specifiche basate sul rapporto della missione.

Da allora, durante le sessioni del Consiglio dei Diritti Umani, i rappresentanti dell'organizzazione hanno anche spiegato che l'elenco non è stato ancora pubblicato per dare alle aziende la possibilità di spiegarsi o cambiare il loro comportamento. In una relazione preliminare del 2018, l'Alto Commissariato ha dichiarato di avere esaminato le informazioni disponibili al pubblico o ricevute da varie fonti, identificando oltre 300 società, di cui 206 sono state elencate per un esame più approfondito. La misura si basa sull'attuale dibattito sulla responsabilità commerciale delle imprese e del commercio internazionale in situazioni di occupazione e colonizzazione e violazioni dei diritti umani.

Il rapporto pubblicato individua 112 società ed entità commerciali coinvolte in una o più delle attività specificate dalla risoluzione 31/36 —94 delle quali sono registrate in Israele e 18 di esse in altri sei paesi. Le società internazionali includono piattaforme turistiche, grandi aziende tecnologiche e molte altre, comprese infrastrutture e imprese di costruzioni. Dopotutto, per costruire, mantenere e sviluppare più di 100 comunità - alcune già con status di città - con circa 600 mila abitanti e dispositivi per separare la popolazione palestinese, compresi i trasporti e le strade in esclusiva per i coloni, ma anche poli tecnologici e produttivi che caratterizzano la propaganda su Israele come un paese avanzato e moderno, è necessaria una grande diversità di fornitori.

Gli Stati Uniti e Israele hanno cercato di impedire la pubblicazione dell'elenco classificando gli sforzi come la dimostrazione di un presunto pregiudizio da parte dell'Alto Commissariato per i Diritti Umani e definendo il database una "lista nera".

È anche possibile che con l'annuncio del tanto decantato piano dell'amministrazione di Donald Trump per la creazione di un'entità politica priva di sovranità, spogliata e ghettizzata, ciò che chiamerebbero "Stato della Palestina", che convaliderebbe unilateralmente e illegalmente l'annessione del territorio palestinese occupato da Israele, la divulgazione dell'elenco sia diventata inevitabile. Gli Stati Uniti e Israele sono praticamente isolati nel loro progetto, che ha il sostegno di governi servili come quello di Jair Bolsonaro, ma il rifiuto di alleati tradizionali come l'Unione Europea, per non parlare dell'ovvio e fondamentale rifiuto palestinese.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu - che non è riuscito a formare un governo dalle ultime due elezioni e che è immerso in un caso di corruzione, sta già aspettando la terza, che si terrà il 2 marzo - ha accettato di "sospendere" l'espansione delle colonie nel territorio palestinese, come richiesto da Trump per l'attuazione del suo progetto.

Tuttavia, in una nota che accompagna la relazione, la pagina dell'Alto Commissariato afferma che il riferimento a entità commerciali “non è, né intende essere, un processo giudiziario o quasi giudiziario. Mentre le colonie sono considerate illegali ai sensi del diritto internazionale, questo rapporto non fornisce una caratterizzazione legale alle attività in questione, né al coinvolgimento delle aziende in esse. Eventuali passi avanti, continua la nota, "saranno la questione da affrontare da parte degli Stati membri del Consiglio dei Diritti Umani, che prenderanno in considerazione la relazione nella prossima sessione del Consiglio, a partire dal 24 febbraio".

In conclusione, mentre la divulgazione del rapporto è un altro risultato ottenuto dalle autorità e dalle entità palestinesi e internazionali nella difesa dei diritti umani, così come la decisione della Corte Penale Internazionale di aprire finalmente un'indagine sui crimini di guerra commessi nel territorio occupato dopo cinque anni di "esame preliminare" - ciò che queste vittorie forniscono sono strumenti per continuare la lotta per porre fine all'impunità per il regime israeliano e la fine dell'occupazione militare, dell'apartheid e della colonizzazione della Palestina.

Continua la persecuzione di Israele contro gli attivisti della causa palestinese



Nota del Partito Comunista del Brasile (PCdoB) | da www.resistencia.cc

Traduzione di Marx21.it

Espulsa da Israele la militante comunista Moara Crivelente


L’accademica brasiliana Moara Crivelente, militante del Partito Comunista del Brasile (PCdoB) e membro della sua Commissione di Politica e Relazioni Internazionali, è stata arrestata, nella notte del 23 luglio, dallo Stato di Israele, mentre cercava di visitare la Palestina occupata, nell’ambito della sua ricerca per il corso di Dottorato in Politica Internazionale e Risoluzione dei Conflitti dell’Università di Coimbra. Per sette ore è stata interrogata ed alla fine è stata espulsa, con il divieto di entrare nel paese nei prossimi dieci anni.

Durante il lungo interrogatorio, la polizia israeliana ha insistito, invano, perché la brasiliana fornisse i nomi dei palestinesi con i quali era in contatto.

Moara è una delle centinaia di persone che sono espulse ogni anno, mentre cercano di visitare la Palestina. La presunta “unica democrazia” del Medio Oriente, menzogna
venduta dalla milionaria propaganda sionista, è in realtà un regime razzista, militarista, repressivo e colonialista. Viola persino le moderate risoluzioni dell’ONU che cercano timidamente di proteggere i diritti dei palestinesi. Nel frattempo, grazie al potente appoggio degli USA, né l’ONU né il suo Consiglio di Sicurezza assumono misure efficaci per frenare il massacro contro l’eroico popolo oppresso.

Moara Crivelente, che è una nota attivista della causa palestinese e denuncia costantemente i crimini di Israele, può contare sulla piena solidarietà del PCdoB.

Né lei né il PCdoB retrocederanno dal dovere umanista e democratico di fornire solidarietà al popolo palestinese, nemmeno davanti alla poderosa macchina repressiva sionista.

Altre importanti macchine da guerra, che pensavano di essere invincibili, sono state sconfitte dalla lotta dei popoli, come è avvenuto nel caso della Germania nazista che, per una crudele ironia della storia, oggi sembra servire da specchio ed esempio per i dirigenti genocidi dello Stato di Israele.

Segreteria di Politica e Relazioni Internazionali del Comitato Centrale del Partito Comunista del Brasile

PALESTINA. MORTE AL CONFINE DI GAZA - WhatsApp Video 2020 02 23 at 4 04 32 PM


Parallelo Palestina



Oggi due giovani palestinesi sono stati colpiti sul lato della recinzione e apparentemente uccisi. Un terzo è stato ferito. Se uno è stato ucciso, l'altro non ha potuto essere salvato, probabilmente ucciso sul posto. Gli altri intorno hanno dovuto rinunciare al tentativo di salvarlo quando un buldozer è sopraggiunto e ha raccolto il corpo con la pala e lo portato via. Ci scusiamo per la "pesantezza" della notizia e la mancanza di rispetto umano. Le morti quotidiane dei palestinesi di solito taciute rimangono nascoste a meno che non siano VIDEO-registrate e sono comunque particolarmente raccapriccianti.

Nuovo servizio di salute mentale a Gaza: un progetto di controllo psicologico

TOPICS:"Natan"Alture Del GolanANPCrimini Contro L'umanitàFriend ShipsGazaHamasMatan VilnaiMiddle East MonitorMohammed Shtayyeh


Samah Jabr

14 febbraio 2020 – Middle East Monitor

In marzo nel nord della Striscia di Gaza, nei pressi del valico di Erez, inizierà ad operare un ospedale da campo costruito dal gruppo di soccorso israeliano “Natan” insieme all’organizzazione evangelica cristiana statunitense “Friend Ships” [Navi Amiche].

Le autorità della Ramallah occupata hanno affermato che il progetto, capeggiato da donatori filo-israeliani, è una copertura per operazioni americane e israeliane di intelligence. Il primo ministro dell’ANP Mohammed Shtayyeh ha accusato l’ospedale di essere funzionale al “piano per la pace” dell’amministrazione Trump; ma sfortunatamente le proteste hanno inteso danneggiare l’immagine pubblica delle autorità di Gaza più che analizzare e spiegare ai palestinesi, comprese le autorità di Gaza, il danno intenzionale di un tale progetto. Come reazione, il portavoce di Hamas, Hazem Qassim, è rimasto sulla difensiva, dicendo a Dunya Al-Watan [portale di notizie]: “Loro (l’Autorità Nazionale Palestinese) confondono quelli (i loro timori) con informazioni immaginarie.”

Ho visto inserzioni per cercare volontari internazionali, compresi professionisti della salute mentale, perché lavorino nel progetto e ho scoperto quanto segue:

“Natan”, una “organizzazione umanitaria no-profit” israeliana con sede a Tel Aviv fa parte di questo progetto, che tra le varie cose fornisce cure psicologiche tramite persone con passaporto non israeliano contattate per fornire servizi sanitari a Gaza.

Friend Ships e Natan hanno anche collaborato per fornire cure mediche ai siriani sul lato controllato dalla Siria delle Alture del Golan occupate.

Nella sua inserzione per [la ricerca di] volontari Natan afferma: “Questo nuovo centro di salute può influenzare direttamente la sicurezza israeliana riducendo la minaccia di violenze da Gaza migliorandovi la qualità di vita dei civili.” L’organizzazione utilizza l’usuale linguaggio israeliano per descrivere i palestinesi come una minaccia che deve essere tenuta sotto controllo in ogni modo possibile: niente riguardo alla giustizia, all’occupazione o alla necessità di togliere l’assedio. In questo caso “migliorarvi la qualità di vita dei civili” è una strategia di controllo ed egemonia.

..segue ./.

  P R E C E D E N T E   

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