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La VOCE 2003 |
P R E C E D E N T E | S U C C E S S I V A |
La VOCE ANNO XXII N°7 | marzo 2003 | PAGINA 2 - 18 |
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segue da pag.17: cuba reitera denuncia contro campagne che colpiscono la collaborazione medica.
il ministero di relazioni estere di cuba ha insistito così sulla denuncia della crociata di washington contro la collaborazione medica internazionale dell'isola, che favorisce gli indigenti di altre nazioni.
brasile, bolivia ed ecuador hanno ceduto negli ultimi mesi alla posizione ostile della casa bianca verso la maggiore delle antille, scenario che ha costretto ad interrompere l'assistenza dei professionisti cubani in questi territori.
nel frattempo, cuba ha reiterato la sua disposizione a salvare vite in altre latitudini sulla base di legittimi programmi di cooperazione intergovernativi.
ig/avr.
l’onu si preoccupa dei processi agli ex funzionari della bolivia.
la paz, 28 feb (prensa latina) mezzi locali sottolineano oggi la reiterata preoccupazione dell'organizzazione delle nazioni unite (onu) per i processi giudiziali che il governo de facto della bolivia porta avanti contro gli ex funzionari dell'amministrazione di evo morales.
ieri, l’alta commissaria dell'onu per i diritti umani, michelle bachelet, ha aggiornato il consiglio dei diritti umani sulla situazione in vari paesi, ed ha riconosciuto che il paese sud-americano attraversa una crisi sociale e politica.
bachelet ha fatto enfasi sui processi penali aperti alle ex autorità ed altre persone relazionate col governo di morales, situazione denunciata in più di un'occasione come persecuzione politica da parte del governo de facto.
gli ex ministri juan ramon quintana, javier zavaleta, hector arce, wilma alanoca e hugo moldiz sono in qualità di rifugiati nella residenza dell'ambasciata del messico a la paz.
mentre altri due ex titolari, carlos romero e cesar cocarico, sono accusati e rispondono a processi giudiziali che svegliano molti dubbi rispetto all'assenza di prove concludenti ed al rispetto al dovuto processo, tra le altre irregolarità.
ai casi anteriori si somma quello dell'avvocata e procuratrice delle ex presidente morales, patricia hermosa, detenuta dopo la sua entrata al paese per iscrivere il suo cliente come candidato a senatore nelle elezioni generali del 3 maggio.
hermosa, in prigione in stato di gravidanza, è accusata di supposti delitti di sedizione, terrorismo, finanziamento al terrorismo, corruzione; stesse accuse di altre ex autorità prima menzionate.
la preoccupazione di bachelet è condivisa da altri funzionari dell'onu come il suo inviato speciale per bolivia, jean arnaud, che ha spiegato che non devono succedere atti di persecuzione politica ed abuso di procedimenti giudiziali nell'attuale contesto del paese.
ig/avs.
denunciano assassinato di un altro ex guerrigliero in colombia.
bogotà, 28 feb (prensa latina) il partito colombiano forza alternativa rivoluzionaria del comune (farc) ha denunciato oggi l'assassinio di un altro ex guerrigliero in processo di reincorporazione alla vita civile.
continua a negare la sistematicità degli assassinati, signore ivan duque? stiamo davanti ad uno sterminio. nel sentiero (tipo di suddivisione territoriale dei differenti municipi) il sinaì di san vicente del caguan (municipio del sud) è stato assassinato il firmatario della pace holman fabio montes. #duquepareelexterminio, ha scritto nel suo account in twitter.
il farc ha fatto un appello ieri alla comunità internazionale affinché esiga al governo colombiano garanzie per la democrazia e la vita, in momenti in cui si succedono assassinati contro ex guerriglieri e leader sociali.
abbiamo firmato l'accordo di pace (negoziato a l'avana) con la speranza di creare le basi di una vita degna per tutti i colombiani. abbiamo messo le vittime nel centro di questo accordo e lottiamo affinché si sradichi l'abbandono statale che colpisce gran parte del paese, ed affinché si distruggano le cause strutturali che hanno generato il conflitto, ha detto.
tuttavia, il partito ha segnalato che “continuiamo a soffrire la persecuzione e l'assassinio che è costato la vita a 186 ex guerriglieri” e circa 800 tra leader sociali, difensori dei diritti umani, professori, leader di restituzione delle terre e di sostituzione di coltivazioni.
ig/mfb.
memoria del silenzio, la verità di un genocidio in guatemala.
guatemala ricorda il 25 febbraio le vittime del conflitto armato interno, un giorno importante per quelli che si rifiutano di voltare la pagina della giustizia ed aprire le porte all'impunità.
un 25 febbraio, ma del 1999, le grida di “giustizia, giustizia” hanno interrotto in varie opportunità la consegna della relazione memoria del silenzio ed il suo commovente bilancio di 200 mila morti e 45 mila scomparsi, principalmente maya.
il documento della commissione di chiarezza storica (ceh) metteva in evidenza che più del 90% delle vittime, tra questi cinque mila bambini, un milione di sfollati e 50 mila vedove, era responsabilità del terrorismo di stato di militari e paramilitari.
“come in tempi dei greci classici, la lettura delle linee principali della relazione è diventata una catarsi per gli assistenti all'incontro. la parola più ripetuta nella lettura è stata ‘crudeltà’”, ha raccontato un testimone di questo momento storico.
“memoria del silenzio, genocidio denuncia la relazione”, è stato il titolare a caratteri cubitali che ha pubblicato il quotidiano prensa libre, che ha dedicato un ampio spazio per riflettere le aspettative che hanno incoraggiato a circa 10 mila persone ad affollare il centro culturale miguel angel asturias.
“alle 10, la sala era piena, ed il pubblico aspettava solo l'inizio dell'incontro. l'arrivo di arzù (alvaro ed allora presidente), è passato inosservato, perché tutti avevano lo sguardo verso lo scenario”.
“alle 10:15, si è alzato il sipario, e le luci si sono accese. gli applausi non si sono fatti aspettare, davanti all'attesa di conoscere la verità sulle violazioni dei diritti umani commesse durante la guerra”.
“il primo a parlare è stato il commissario alfredo balsells tojo che ha detto: il silenzio è stato rotto. ascoltando queste parole, il pubblico ha interrotto il discorso con applausi. balsells ha terminato con la frase la missione è stata compiuta”, ha recensito il quotidiano in un ampio reportage. secondo testimonianze grafiche, molta gente è dovuta rimanere nel lobby, vedendo e sentendo attraverso schermi giganti di televisione un avvenimento socialmente trascendente, soprattutto quando hanno menzionato il nome di monsignore juan gerardi ed il suo apporto alla chiarezza ed al riscatto della verità storica.
l'incontro si è trasformato in un omaggio spontaneo al vescovo, assassinato dopo avere consegnato al popolo del guatemala, nella cattedrale, la relazione sul recupero della memoria storica (remhi).
durante quasi tre minuti la gente ha applaudito in piedi e le camere mettevano a fuoco arzù, che è salito sullo scenario terminando l'incontro, dove si aspettava che ricevesse la relazione, tuttavia, ha salutato solo i membri del tavolo principale ed è uscito, ricorda l'articolo di prensa libre.
ventuno anni dopo e con un giorno ufficiale per ricordare le vittime (decreto 06-2004), il contesto attuale non può essere più avverso per i difensori del diritto a fare giustizia, non vendetta.
come è già tradizione, organizzazioni studentesche e contadine andranno verso la piazza della costituzione con garofani rossi e cartelli coi nomi dei loro morti o desaparecidos, per ricordare allo stato un gran debito.
insistono in che non è possibile che dopo 24 anni dalla firma della pace, più del 60% degli espedienti per il risarcimento siano sigillati, impolverati e senza risposta.
coincidono in che recuperare il diritto alla loro memoria, conoscere nomi, identità e le cause per le quali hanno lottato, è mantenere viva la loro dignità.
maitte marrero canda, corrispondente in guatemala di prensa latina.
cuba ratificherà a ginevra il suo invariabile impegno con la promozione e la protezione di tutti i diritti umani per tutti.
l’impegno durerà sino al 28 febbraio nella sede delle nazioni unite di ginevra e sarà uno spazio propizio per far sì che l’isola grande delle antille sostenga la giusta e piena difesa dei diritti umani.
autore: enrique moreno gimeranez | internet@granma.cu.
25 febbraio 2020 08:02:48.
cuba, bandiere de diritti umani. photo: internet.
la delegazione cubana al segmento d’alto livello del 43º periodo ordinario di sessioni del consiglio dei diritti umani, guidata dal ministro delle relazioni estere, bruno rodríguez parrilla, si trova a ginevra, dove ratificherà ancora una volta l’impegno dell’isola con la promozione e la protezione di tutti i diritti umani per tutte le persone.
l’impegno durerà sino al 28 febbraio nella sede delle nazioni unite di ginevra e sarà uno spazio propizio per far sì che l’isola grande delle antille sostenga la giusta e piena difesa dei diritti umani.
il cancelliere cubano ha scritto nel suo account di twitter che: «cuba ratificherà il suo impegno con la promozione e la protezione di tutti i diritti umani per tutti senza selettività, senza manipolazione politica e senza doppia facciata».
rodríguez parrilla svolgerà un vasto programma durante la sua visita, con interventi nel consiglio dei diritti umani e della conferenza di disarmo, incontri con alti funzionari delle nazioni unite e capi di delegazione presenti all’evento, tra le molte attività dell’agenda.
cuba ha ratificato 44 dei 61 strumenti internazionali in materia di diritti umani e questo la colloca nel gruppo degli stati membri della onu con il maggior numero di ratificazioni di questo tipo.
inoltre avanza sovranamente nei processi di rafforzamento della sua marca giuridica e istituzionale per la promozione e la protezione dei diritti umani come parte dell’attualizzazione del modello di sviluppo economico e sociale e dopo la proclamazione della costituzione della repubblica.
nel contesto:
• l’ articolo 41 della costituzione della repubblica di cuba stabilisce che: «lo stato cubano riconosce e garantisce alla persona il godimento e esercizio irrinunciabile, imprescrittibile, indivisibile, universale e inter- dipendente dei diritti umani in corrispondenza con i principi di progressività, uguaglianza e non discriminazione. il loro rispetto è una garanzia, ed è un’obbligazione per tutti».
•cuba ha una lunga storia in materia di cooperazione con tutti i meccanismi dei diritti umani che si applicano su basi universali e non discriminatorie.
• il paese ha continuato a rispettare gli impegni e gli obblighi internazionali acquisiti in virtù dei trattati internazionali dei diritti umani. com’è stato segnalato, è stato parte in 44 di questi strumenti.
• il 28 settembre del 2015, cuba ha depositato lo strumento di ratificazione dell’accordo no. 182 sulle peggiori forme di lavoro infantile, passando a far parte del gruppo dei paesi membri della oit che hanno ratificato gli otto accordi fondamentali di questa organizzazione.
• il 20 giugno del 2013, cuba ha aderito al protocollo per prevenire, reprimere e sanzionare la tratta delle persone, specialmente donne e bambini, che completa la convenzione delle nazioni unite contro la delinquenza organizzata transnazionale.
• cuba è stato parte della convenzione sui diritti del bambino dal 1991.
• la costituzione della repubblica riconosce l’uguaglianza di tutti i cittadini e la proibizione della discriminazione. il codice penale sanziona ogni tipo di discriminazione.
..segue ./.
Segue da Pag.17: Cuba reitera denuncia contro campagne che colpiscono la collaborazione medica
Il Ministero di Relazioni Estere di Cuba ha insistito così sulla denuncia della crociata di Washington contro la collaborazione medica internazionale dell'isola, che favorisce gli indigenti di altre nazioni. Brasile, Bolivia ed Ecuador hanno ceduto negli ultimi mesi alla posizione ostile della Casa Bianca verso la maggiore delle Antille, scenario che ha costretto ad interrompere l'assistenza dei professionisti cubani in questi territori. Nel frattempo, Cuba ha reiterato la sua disposizione a salvare vite in altre latitudini sulla base di legittimi programmi di cooperazione intergovernativi. Ig/avr L’ONU si preoccupa dei processi agli ex funzionari della Bolivia![]() Ieri, l’alta commissaria dell'ONU per i diritti umani, Michelle Bachelet, ha aggiornato il Consiglio dei diritti umani sulla situazione in vari paesi, ed ha riconosciuto che il paese sud-americano attraversa una crisi sociale e politica. Bachelet ha fatto enfasi sui processi penali aperti alle ex autorità ed altre persone relazionate col governo di Morales, situazione denunciata in più di un'occasione come persecuzione politica da parte del governo de facto. Gli ex ministri Juan Ramon Quintana, Javier Zavaleta, Hector Arce, Wilma Alanoca e Hugo Moldiz sono in qualità di rifugiati nella residenza dell'ambasciata del Messico a La Paz. Mentre altri due ex titolari, Carlos Romero e Cesar Cocarico, sono accusati e rispondono a processi giudiziali che svegliano molti dubbi rispetto all'assenza di prove concludenti ed al rispetto al dovuto processo, tra le altre irregolarità. Ai casi anteriori si somma quello dell'avvocata e procuratrice delle ex presidente Morales, Patricia Hermosa, detenuta dopo la sua entrata al paese per iscrivere il suo cliente come candidato a senatore nelle elezioni generali del 3 maggio. Hermosa, in prigione in stato di gravidanza, è accusata di supposti delitti di sedizione, terrorismo, finanziamento al terrorismo, corruzione; stesse accuse di altre ex autorità prima menzionate. La preoccupazione di Bachelet è condivisa da altri funzionari dell'ONU come il suo inviato speciale per Bolivia, Jean Arnaud, che ha spiegato che non devono succedere atti di persecuzione politica ed abuso di procedimenti giudiziali nell'attuale contesto del paese. Ig/avs Denunciano assassinato di un altro ex guerrigliero in Colombia![]() Continua a negare la sistematicità degli assassinati, signore Ivan Duque? Stiamo davanti ad uno sterminio. Nel sentiero (tipo di suddivisione territoriale dei differenti municipi) il Sinaì di San Vicente del Caguan (municipio del sud) è stato assassinato il firmatario della pace Holman Fabio Montes. #DuquePareElExterminio, ha scritto nel suo account in Twitter. Il FARC ha fatto un appello ieri alla comunità internazionale affinché esiga al governo colombiano garanzie per la democrazia e la vita, in momenti in cui si succedono assassinati contro ex guerriglieri e leader sociali. Abbiamo firmato l'Accordo di Pace (negoziato a L'Avana) con la speranza di creare le basi di una vita degna per tutti i colombiani. Abbiamo messo le vittime nel centro di questo Accordo e lottiamo affinché si sradichi l'abbandono statale che colpisce gran parte del paese, ed affinché si distruggano le cause strutturali che hanno generato il conflitto, ha detto. Tuttavia, il partito ha segnalato che “continuiamo a soffrire la persecuzione e l'assassinio che è costato la vita a 186 ex guerriglieri” e circa 800 tra leader sociali, difensori dei diritti umani, professori, leader di restituzione delle terre e di sostituzione di coltivazioni. Ig/mfb Memoria del Silenzio, la verità di un genocidio in Guatemala![]() Un 25 febbraio, ma del 1999, le grida di “Giustizia, Giustizia” hanno interrotto in varie opportunità la consegna della relazione Memoria del Silenzio ed il suo commovente bilancio di 200 mila morti e 45 mila scomparsi, principalmente maya. Il documento della Commissione di Chiarezza Storica (CEH) metteva in evidenza che più del 90% delle vittime, tra questi cinque mila bambini, un milione di sfollati e 50 mila vedove, era responsabilità del terrorismo di Stato di militari e paramilitari. “Come in tempi dei greci classici, la lettura delle linee principali della relazione è diventata una catarsi per gli assistenti all'incontro. La parola più ripetuta nella lettura è stata ‘crudeltà’”, ha raccontato un testimone di questo momento storico. “Memoria del Silenzio, Genocidio denuncia la relazione”, è stato il titolare a caratteri cubitali che ha pubblicato il quotidiano Prensa Libre, che ha dedicato un ampio spazio per riflettere le aspettative che hanno incoraggiato a circa 10 mila persone ad affollare il Centro Culturale Miguel Angel Asturias. |
“Alle 10, la sala era piena, ed il pubblico aspettava solo l'inizio dell'incontro. L'arrivo di Arzù (Alvaro ed allora presidente), è passato inosservato, perché tutti avevano lo sguardo verso lo scenario”.
“Alle 10:15, si è alzato il sipario, e le luci si sono accese. Gli applausi non si sono fatti aspettare, davanti all'attesa di conoscere la verità sulle violazioni dei diritti umani commesse durante la guerra”. “Il primo a parlare è stato il commissario Alfredo Balsells Tojo che ha detto: Il silenzio è stato rotto. Ascoltando queste parole, il pubblico ha interrotto il discorso con applausi. Balsells ha terminato con la frase la missione è stata compiuta”, ha recensito il quotidiano in un ampio reportage. ![]() L'incontro si è trasformato in un omaggio spontaneo al vescovo, assassinato dopo avere consegnato al popolo del Guatemala, nella Cattedrale, la relazione sul Recupero della Memoria Storica (Remhi). Durante quasi tre minuti la gente ha applaudito in piedi e le camere mettevano a fuoco Arzù, che è salito sullo scenario terminando l'incontro, dove si aspettava che ricevesse la relazione, tuttavia, ha salutato solo i membri del tavolo principale ed è uscito, ricorda l'articolo di Prensa Libre. Ventuno anni dopo e con un giorno ufficiale per ricordare le vittime (Decreto 06-2004), il contesto attuale non può essere più avverso per i difensori del diritto a fare giustizia, non vendetta. Come è già tradizione, organizzazioni studentesche e contadine andranno verso la Piazza della Costituzione con garofani rossi e cartelli coi nomi dei loro morti o desaparecidos, per ricordare allo Stato un gran debito. Insistono in che non è possibile che dopo 24 anni dalla Firma della Pace, più del 60% degli espedienti per il risarcimento siano sigillati, impolverati e senza risposta. Coincidono in che recuperare il diritto alla loro memoria, conoscere nomi, identità e le cause per le quali hanno lottato, è mantenere viva la loro dignità. Maitte Marrero Canda, corrispondente in Guatemala di Prensa Latina Cuba ratificherà a Ginevra il suo invariabile impegno con la promozione e la protezione di tutti i Diritti Umani per tuttiAutore: Enrique Moreno Gimeranez | internet@granma.cu 25 febbraio 2020 08:02:48 ![]() Cuba, bandiere de diritti umani. Photo: Internet La delegazione cubana al Segmento d’Alto livello del 43º periodo ordinario di sessioni del Consiglio dei Diritti Umani, guidata dal ministro delle Relazioni estere, Bruno Rodríguez Parrilla, si trova a Ginevra, dove ratificherà ancora una volta l’impegno dell’Isola con la promozione e la protezione di tutti i Diritti Umani per tutte le persone. L’impegno durerà sino al 28 febbraio nella sede delle Nazioni Unite di Ginevra e sarà uno spazio propizio per far sì che l’Isola grande delle Antille sostenga la giusta e piena difesa dei Diritti Umani. Il Cancelliere cubano ha scritto nel suo account di Twitter che: «Cuba ratificherà il suo impegno con la promozione e la protezione di tutti i Diritti Umani per tutti senza selettività, senza manipolazione politica e senza doppia facciata». Rodríguez Parrilla svolgerà un vasto programma durante la sua visita, con interventi nel Consiglio dei Diritti Umani e della Conferenza di Disarmo, incontri con alti funzionari delle Nazioni Unite e capi di delegazione presenti all’evento, tra le molte attività dell’agenda. Cuba ha ratificato 44 dei 61 strumenti internazionali in materia di Diritti Umani e questo la colloca nel gruppo degli Stati membri della ONU con il maggior numero di ratificazioni di questo tipo. Inoltre avanza sovranamente nei processi di rafforzamento della sua marca giuridica e istituzionale per la promozione e la protezione dei Diritti Umani come parte dell’attualizzazione del modello di sviluppo economico e sociale e dopo la proclamazione della Costituzione della Repubblica. Nel Contesto: • L’ Articolo 41 della Costituzione della Repubblica di Cuba stabilisce che: «Lo Stato cubano riconosce e garantisce alla persona il godimento e esercizio irrinunciabile, imprescrittibile, indivisibile, universale e inter- dipendente dei diritti umani in corrispondenza con i principi di progressività, uguaglianza e non discriminazione. Il loro rispetto è una garanzia, ed è un’obbligazione per tutti». •Cuba ha una lunga storia in materia di cooperazione con tutti i meccanismi dei diritti umani che si applicano su basi universali e non discriminatorie. • Il paese ha continuato a rispettare gli impegni e gli obblighi internazionali acquisiti in virtù dei trattati internazionali dei diritti umani. Com’è stato segnalato, è Stato Parte in 44 di questi strumenti. • Il 28 settembre del 2015, Cuba ha depositato lo Strumento di Ratificazione dell’Accordo No. 182 sulle Peggiori Forme di Lavoro Infantile, passando a far parte del gruppo dei paesi membri della OIT che hanno ratificato gli otto accordi fondamentali di questa Organizzazione. • Il 20 giugno del 2013, Cuba ha aderito al Protocollo per prevenire, reprimere e sanzionare la tratta delle persone, specialmente donne e bambini, che completa la Convenzione delle Nazioni Unite contro la Delinquenza Organizzata Transnazionale. • Cuba è Stato Parte della Convenzione sui Diritti del Bambino dal 1991. • La Costituzione della Repubblica riconosce l’uguaglianza di tutti i cittadini e la proibizione della discriminazione. Il Codice Penale sanziona ogni tipo di discriminazione. ..segue ./.
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