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La VOCE ANNO XXII N°7

marzo 2003

PAGINA         - 42

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slovenia . (il flauto di divje babe è il femore di un giovane orso delle caverne contraddistinto da alcuni fori distanziati, rinvenuto in una grotta nel 1995 nel parco archeologico di divje babe presso circhina, cerkno in sloveno, nella slovenia occidentale.). il flauto è stato scoperto in europa, e nell’europa di quaranta-cinquantamila anni fa l’homo sapiens ancora non ci era arrivato. dunque fu l’uomo di neanderthal a inventare la musica? fino alla scoperta dello strumento di divje babe, il flauto più antico era quello trovato in germania nella grotta di geißenklösterle, attribuito all’inventiva dell‘homo sapiens e datato a circa 36.000 anni fa. tale reperto, così come la produzione di statuette artistiche, propulsori per lance e altre innovazioni del paleolitico superiore, hanno contribuito a definire l’uomo anatomicamente moderno come la specie più evoluta, capace di fare dell’arte e di pensare in modo astratto. adesso il flauto di divje babe apre nuovi orizzonti. l’uomo di neanderthal ci appare ora anche come un’individuo sensibile, sociale, amante della musica e quindi di certo anche capace di formulare un pensiero astratto. che cosa c’è di più astratto, impalpabile e spirituale della musica? che cosa c’è di più sociale, che consenta di riunire i membri di un clan attorno al fuoco e di celebrare insieme feste e riti cultuali? questa poteva essere la musica che era possibile suonare con quel flauto. vi sono varie ipotesi sull'origine della musica e sui motivi per cui sia nata. forse per imitare suoni e rumori naturali (ad esempio i rumori dell'acqua, del vento, etc.) che si credeva manifestassero l'esistenza degli spiriti. quindi la musica ne avrebbe imitato anche l'effetto, quale per esempio la buona riuscita di una battuta di caccia. gli scavi archeologici sul periodo paleolitico hanno portato alla luce vari strumenti a percussione che venivano utilizzati in misura maggiore dai cacciatori, tra questi troviamo: i sonagli, cioè piccoli oggetti quali noci,conchiglie, semi, denti di animali legati insieme da una cordicella derivata da budella animale e i sonagli di zucca cioè zucche vuote riempite di sassolini o semi. un'altra famiglia di strumenti rinvenuti sono i raschiatori,
ovvero strumenti dentellati ricavati da gusci, bastoni, conchiglie ed ossa che si raschiavano con un secondo oggetto rigido. e successivamente i primi strumenti a fiato: flauti a tacca, flauti a fessura, trombe ricavate da conchiglie(clicca per suono), ossa e corna animale. strumenti particolari e più complessi sono rappresentati dall'arpa di terra e dall'arco musicale. l'arpa di terra era ricavata scavando una buca nel terreno e ricoperta di corteccia d'albero. sopra di essa si tendeva una corda, ottenuta con budella animali, e facendola vibrare si otteneva una curiosa risonanza. l'arco musicale, invece, era formato da un ramo flessibile ( per esempio il nocciolo) curvato tramite una corda tesa e tra le due estremità si trovava un risuonatore a zucca ( cioè una primordiale cassa di risonanza) destinato ad ampliare il suono della corda che veniva pizzicata. questi due strumenti possono essere definiti come gli antenati degli strumenti a corda attuali. quasi tutte le culture preletterarie svilupparono sistemi musicali nei luoghi più disparati sul globo, e alcune tradizioni permangono ancora oggi in aree isolate, soprattutto nel patrimonio della musica etnica, la cosiddetta musica antica prese il posto di quella preistorica in seguito all'avvento della grafia. l'archeologia musicale supplisce all'assenza di prove dirette del fatto che le popolazioni preistoriche producessero musica. essa combina infatti studi di archeologia e di musicologia sui reperti di natura musicale. sicuramente il primo strumento musicale fu la voce umana perché le particolari corde vocali dell'homo sapiens erano particolarmente adatte ad imitare i suoni esistenti in natura , compresi quelli degli altri animali. da queste imitazioni della natura sono nate le prime parole, appunto onomatopeiche, e quindi il linguaggio. certamente la voce accompagnava alcune ritualità dell'homo sapiens e la danza ne accompagnava l'espressività più totalizzante. la danza è nata dalle istintive manifestazioni del linguaggio mimico, come ancor oggi si può oservare nei nomadi delle steppe asiatiche, fra le popolazioni dell'africa centrale, dell'amazzonia o di sperdute isolette nell'oceano pacifico. la danza ad interpretazione musicale ha avuto origine come rudimentale forma di movimento scomposto, ma col progredire della civiltà ha assunto pian piano il carattere più netto di una vera e propria manifestazione artistica e col suo ritmo animatore e suggestivo sta a dimostrare la potenza espressiva della musica e del canto.
Slovenia . (Il flauto di Divje Babe è il femore di un giovane orso delle caverne contraddistinto da alcuni fori distanziati, rinvenuto in una grotta nel 1995 nel parco archeologico di Divje Babe presso Circhina, Cerkno in sloveno, nella Slovenia occidentale.).


Il flauto è stato scoperto in Europa, e nell’Europa di quaranta-cinquantamila anni fa l’Homo sapiens ancora non ci era arrivato. Dunque fu l’uomo di Neanderthal a inventare la musica?
Fino alla scoperta dello strumento di Divje Babe, il flauto più antico era quello trovato in Germania nella Grotta di Geißenklösterle, attribuito all’inventiva dell‘Homo sapiens e datato a circa 36.000 anni fa. Tale reperto, così come la produzione di statuette artistiche, propulsori per lance e altre innovazioni del Paleolitico superiore, hanno contribuito a definire l’uomo anatomicamente moderno come la specie più evoluta, capace di fare dell’arte e di pensare in modo astratto.

Adesso il flauto di Divje Babe apre nuovi orizzonti.
L’uomo di Neanderthal ci appare ora anche come un’individuo sensibile, sociale, amante della musica e quindi di certo anche capace di formulare un pensiero astratto. Che cosa c’è di più astratto, impalpabile e spirituale della musica? Che cosa c’è di più sociale, che consenta di riunire i membri di un clan attorno al fuoco e di celebrare insieme feste e riti cultuali?
Questa poteva essere la musica che era possibile suonare con quel flauto.



Vi sono varie ipotesi sull'origine della musica e sui motivi per cui sia nata. Forse per imitare suoni e rumori naturali (ad esempio i rumori dell'acqua, del vento, etc.) che si credeva manifestassero l'esistenza degli spiriti. Quindi la musica ne avrebbe imitato anche l'effetto, quale per esempio la buona riuscita di una battuta di caccia.

Gli scavi archeologici sul periodo paleolitico hanno portato alla luce vari strumenti a percussione che venivano utilizzati in misura maggiore dai cacciatori, tra questi troviamo: i sonagli, cioè piccoli oggetti quali noci,conchiglie, semi, denti di animali legati insieme da una cordicella derivata da budella animale e i sonagli di zucca cioè zucche vuote riempite di sassolini o semi.
Un'altra famiglia di strumenti rinvenuti sono i raschiatori,

ovvero strumenti dentellati ricavati da gusci, bastoni, conchiglie ed ossa che si raschiavano con un secondo oggetto rigido. E successivamente i primi strumenti a fiato: flauti a tacca, flauti a fessura, trombe ricavate da conchiglie(clicca per suono), ossa e corna animale.

Strumenti particolari e più complessi sono rappresentati dall'arpa di terra e dall'arco musicale.
L'arpa di terra era ricavata scavando una buca nel terreno e ricoperta di corteccia d'albero. Sopra di essa si tendeva una corda, ottenuta con budella animali, e facendola vibrare si otteneva una curiosa risonanza.

L'arco musicale, invece, era formato da un ramo flessibile ( per esempio il nocciolo) curvato tramite una corda tesa e tra le due estremità si trovava un risuonatore a zucca ( cioè una primordiale cassa di risonanza) destinato ad ampliare il suono della corda che veniva pizzicata.
Questi due strumenti possono essere definiti come gli antenati degli strumenti a corda attuali.

Quasi tutte le culture preletterarie svilupparono sistemi musicali nei luoghi più disparati sul globo, e alcune tradizioni permangono ancora oggi in aree isolate, soprattutto nel patrimonio della musica etnica, la cosiddetta musica antica prese il posto di quella preistorica in seguito all'avvento della grafia.

L'archeologia musicale supplisce all'assenza di prove dirette del fatto che le popolazioni preistoriche producessero musica. Essa combina infatti studi di archeologia e di musicologia sui reperti di natura musicale.

Sicuramente il primo strumento musicale fu la voce umana perché le particolari corde vocali dell'homo sapiens erano particolarmente adatte ad imitare i suoni esistenti in natura , compresi quelli degli altri animali.

Da queste imitazioni della natura sono nate le prime parole, appunto onomatopeiche, e quindi il linguaggio. Certamente la voce accompagnava alcune ritualità dell'homo sapiens e la danza ne accompagnava l'espressività più totalizzante.

La danza è nata dalle istintive manifestazioni del linguaggio mimico, come ancor oggi si può oservare nei nomadi delle steppe asiatiche, fra le popolazioni dell'Africa centrale, dell'Amazzonia o di sperdute isolette nell'Oceano Pacifico.

La danza ad interpretazione musicale ha avuto origine come rudimentale forma di movimento scomposto, ma col progredire della civiltà ha assunto pian piano il carattere più netto di una vera e propria manifestazione artistica e col suo ritmo animatore e suggestivo sta a dimostrare la potenza espressiva della musica e del canto.


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