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La VOCE 2003 |
P R E C E D E N T E | S U C C E S S I V A |
La VOCE ANNO XXII N°7 | marzo 2003 | PAGINA - 41 |
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notemusicali.
parte prima - 2.
le caratteristiche dei suoni.
il suono.
segue da parte prima - 2.
onde sonore. si dice che le impedenze dei due mezzi sono poco compatibili. in pratica non può verificarsi al di sopra di un angolo di incidenza di 13° e anche al di sotto di questo angolo la trasmissione è debolissima.
interferenza. l'interferenza acustica è la sovrapposizione di due o più onde acustiche sullo stesso mezzo di propagazione, con la medesima fase costante e frequenza. ne caso che la frequenza cambi si ha il fenomeno della modulazione, che qui non ci interessa analizzare per la sua specificità in campi limitati. nel caso che lo sfalsamento non sia costante sarà molto difficile una loro analisi. pertanto le onde che si sovrappongono devono essere sincrone e con la stessa frequenza, ossia devono avere le sorgenti che oscillano in fase o almeno con uno sfalsamento noto. inoltre per poter compiere delle osservazioni scientifiche occorre pensare a un percorso ben stabilito di tali onde e a questo a provveduto herschel, poi quincke e köning, in pratica dimostrando che se la differenza dei cammini percorsi dalle due onde è uguale alla lunghezza d’onda o ad un suo multiplo, si verifica un’amplificazione del suono così composto, mentre se i percorsi sono pari ad un multiplo dispari di metà della lunghezza d’onda, allora avremo in uscita un suono indebolito, fin anche a sparire. sfruttando il fenomeno dell’interferenza, ed in particolare dell’interferenza negativa cioè che sottrae segnale, si sono costruite apparecchiature elettroniche in grado di ridurre il ‘rumore’ od un suono indesiderato in un preciso punto spaziale: il noise blanker agisce attraverso un microfono e un altoparlante accostati nel punto che si vuole silenziare. il microfono capta i suoni locali e li invia ad un discriminatore di frequenza, l’utente seleziona il suono da eliminare e quindi mette in funzione l’altoparlante che emette in controfase lo stesso segnale all’intensità captata e il segnale viene così distrutto in quel punto e molto attenuato nelle aree circostanti. per questo si parla anche di interferenza distruttiva, al contrario di quella costruttiva che invece rinforza il segnale.
l'assorbimento acustico o fonoassorbimento è la capacità di un materiale di dissipare l'energia sonora convertendola in calore. l’energia che non si trasforma in calore viene riflessa secondo la formula ei=er+ed, dove ei è l’energia incidente, er quella riflessa ed ed quella trasformata in calore. maggiore sarà il parametro d del materiale maggiore sarà la sua capacità di assorbimento ed in particolare se fosse uguale a 0 tutta.
l’energia verrebbe riflessa, mentre quando è uguale a 1 non vi è alcuna riflessione e tutta l’energia viene trasformata in calore (coefficiente di sabine). il coefficiente di assorbimento varia, ed anche sensibilmente, al variare dell'angolo di incidenza dell'onda sonora e a seconda della frequenza del suono. i migliori materiali fonoassorbenti sono anche ottimi isolanti termici, e quindi pessimi fonoisolanti, dato il loro basso peso specifico (mentre buoni fonoisolanti sono gomma, piombo, marmo, acciaio, legno massiccio, vetro ecc.). l’assorbimento può avvenire per porosità, ossia per la viscosità conseguente. questi materiali possono essere fibrosi (lana di vetro, lana di roccia, trucciolati di legno, sughero, fibre di poliestere, gesso, cartongesso, moquette, linoleum, tendaggi ecc.), oppure materiali a cellule aperte (schiume poliuretaniche, poliuretano espanso ecc.). l'assorbimento per porosità risulta generalmente elevato alle frequenze medie e medio-alte, mentre per ottenere un significativo smorzamento delle basse frequenze si richiede l'utilizzo di spessori elevati di materiale, meglio se distanziati almeno di qualche centimetro da elementi strutturali. la superficie di contatto facilita l’assorbimento e quindi per aumentarla è opportuno sagomarla bugnata, sfacettata, piramidale ecc.
l'assorbimento avviene per viscosità che si realizza all'imboccatura (collo) di un area cava all'interno del materiale, che pertanto si presenta forato o fessurato, tramite il principio di funzionamento del cosiddetto risuonatore di helmoltz.
parte seconda - 1.
preistoria della musica.
già all’inizio del paleolitico superiore abbiamo documentazioni che attestano l’esistenza della musica, ma osservando i comportamenti di aborigeni australiani o di indios brasiliani oppure dei nostri cugini scimpanzé possiamo essere abbastanza certi che una protomusica, cioè un insieme di suoni organizzati accompagnasse fin dalla nascita la nostra specie per comunicare emozioni in circostanze particolari, durante la caccia, o come accompagnamento rituale ecc.
il ritmo è la forma musicale più semplice e sicuramente precede qualsiasi canone tonale, poteva essere realizzato semplicemente battendo i piedi o le mani o più tardi un bastone su un tronco cavo (infatti sono stati ritrovati questi primordiali tamburi realizzati in questo modo con una fessura longitudinale che si percuoteva (così nascevano le percussioni che sono ancora oggi materia d’esame per una laurea specifica nei nostri conservatori).
il più antico strumento musicale tonale, ossia in grado di riprodurre una serie di note, risale a oltre quarantamila anni fa: si tratta del flauto di divje babe rinvenuto in.
NOTE |
l’energia verrebbe riflessa,
mentre quando è uguale a 1 non vi è
alcuna riflessione e tutta
l’energia viene trasformata in calore (coefficiente di Sabine). Il
coefficiente di assorbimento varia, ed anche sensibilmente, al variare
dell'angolo di incidenza dell'onda sonora e a seconda della frequenza
del suono. I
migliori materiali fonoassorbenti sono anche ottimi isolanti termici,
e quindi pessimi fonoisolanti, dato il loro basso peso specifico
(mentre buoni fonoisolanti sono gomma, piombo, marmo, acciaio,
legno massiccio, vetro ecc.). L’assorbimento
può avvenire per porosità, ossia
per la viscosità conseguente. Questi
materiali possono essere fibrosi (lana di vetro, lana di roccia,
trucciolati di legno, sughero, fibre di poliestere, gesso,
cartongesso, moquette, linoleum, tendaggi ecc.), oppure materiali a
cellule aperte (schiume poliuretaniche, poliuretano espanso ecc.).
L'assorbimento per porosità risulta generalmente elevato alle
frequenze
medie e
medio-alte,
mentre
per ottenere un significativo smorzamento delle basse
frequenze si
richiede l'utilizzo di spessori elevati di materiale, meglio
se distanziati almeno di qualche centimetro da elementi strutturali.
La superficie di contatto facilita l’assorbimento e quindi per
aumentarla è opportuno sagomarla bugnata, sfacettata, piramidale
ecc.
L'assorbimento avviene per viscosità che si realizza all'imboccatura (collo) di un area cava all'interno del materiale, che pertanto si presenta forato o fessurato, tramite il principio di funzionamento del cosiddetto risuonatore di Helmoltz. PARTE SECONDA - 1.PREISTORIA DELLA MUSICA Già all’inizio del Paleolitico superiore abbiamo documentazioni che attestano l’esistenza della musica, ma osservando i comportamenti di aborigeni australiani o di indios brasiliani oppure dei nostri cugini scimpanzé possiamo essere abbastanza certi che una protomusica, cioè un insieme di suoni organizzati accompagnasse fin dalla nascita la nostra specie per comunicare emozioni in circostanze particolari, durante la caccia, o come accompagnamento rituale ecc. Il ritmo è la forma musicale più semplice e sicuramente precede qualsiasi canone tonale, poteva essere realizzato semplicemente battendo i piedi o le mani o più tardi un bastone su un tronco cavo (infatti sono stati ritrovati questi primordiali tamburi realizzati in questo modo con una fessura longitudinale che si percuoteva (così nascevano le percussioni che sono ancora oggi materia d’esame per una laurea specifica nei nostri Conservatori). ![]() Il più antico strumento musicale tonale, ossia in grado di riprodurre una serie di note, risale a oltre quarantamila anni fa: si tratta del flauto di Divje Babe rinvenuto in |
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