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La VOCE  ANNO XIII  N°  3

NOVEMBRE    2010

PAGINA II

ché aveva carnagione scusa e fretta di prendere la metropolitana.

I sei avevano fatto qualche battuta ad alta voce al pub (troppa birra, la bevanda preferita dei talebani?), erano stati ascoltati e la polizia londinese aveva preferito levarli di torno per qualche ora.

Già al TG7 di venerdì sera Enrico Mentana sottolineava come la cosa fosse destinata a rivelarsi infondata, senza armi, senza piani, senza niente. Volete che quello che sapeva Enrico Mentana alle otto di sera non fosse noto alla chiusura, varie ore più tardi, ai direttori dei grandi giornali, ai Ferruccio de Bortoli o agli Ezio Mauro?

La cosa notevole, e che rende ancora più basso il comportamento dei grandi giornali è che proprio i quotidiani cattolici, l'Avvenire, l'Osservatore romano pur aprendo sul viaggio del pontefice, hanno dato un rilievo minimo alla cosa. Evidentemente sapevano (come gli altri) che la notizia era una bufala, sapevano che non c'è bisogno di riverire in questa squallida forma il papa e sapevano e sanno che è infame pescare nel fango di una notizia falsa per rilanciare ancora più odio antislamico.

Adesso i sei cittadini nordafricani dovrebbero chiedere di rettificare e il Corriere, se fosse un giornale serio, dovrebbe titolare a tutta pagina: "la cellula islamica era nella nostra testa malata di odio".

Scotland Yard, nello scusarsi con i sei spazzini, ha parlato di "minaccia non credibile". Anche i nostri giornali sono "non credibili". Ma sono "una minaccia".

Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it



LA CROAZIA TRA FASCISMO, CLERICONAZISMO, E ANTIFASCISMO


In merito alla visita di Gianfranco Fini a Pola, avvenuta in sordina mentre in Italia infuriavano le solite polemiche personalistiche su temi squallidi e provinciali, da Armando Cernjul riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente testo. Esso accompagna l'articolo-intervista: "Tomislav Ravnic, presidente dell' Unione dei combattenti antifascisti per l'Istria: Fini e' indesiderato a Pola e in Istria", pubblicato sul sito http://www.parentium.com (traduzione a cura de La Voce del G.A.MA.DI.).

MUSSOLINI A POLA, 21 SETTEMBRE 1920


Non a caso è stata scelta la data del 21 settembre per la visita di Fini a Zagabria e Pola.
Il 21 settembre del 1920, dunque 90 anni fa, Benito Mussolini arrivò a Pola con i suoi fascisti di Milano e Trieste. Tenne un discorso al teatro "Politeama Ciscutti", pieno di odio verso la popolazione slava. Quando uscì dal teatro un lavoratore gli si avvicinò dandogli due ceffoni e poi scappò.

Di questo evento gli storici italiani non hanno scritto mai nulla.

Mussolini si vendicò. Il 23 e il 24 settembre seguenti, i fascisti bruciarono la Camera degli operai e la sede dei Club internazionali, e devastarono la tipografia del giornale "Il proletario".

L'indomani, nel corso degli scontri con i fascisti, fu gravemente ferito un carabiniere. Molti operai furono arrestati e poi rilasciati. Due operai furono condannati: Josip Vukic, croato, nato a Spalato (a 15 anni di carcere) ed Edoardo Fragiacomo, italiano, nato a Pola (a tre anni).

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Nazisti croati su Radio Vaticana


Nel corso di una trasmissione dedicata alla Croazia, andata in onda su Radio Vaticana ii pomeriggio del 27 settembre 2010, sono intervenuti tre sacerdoti nazionalisti, che non hanno mancato di spendere parole di

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